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"Vorremmo che alle porte di questo mondo borghese di profittatori oppressori e sterminatori urgesse poderosa un'onda barbarica capace di travolgerlo. Ma in esso tutte le forze, che pure si convellono e contrappongono, si schierano sotto la tradizione della stessa civiltà. Quando possa il movimento rivoluzionario della classe operaia ridarsi forza inquadramento ed armi, e quando possano sorgere formazioni che non stiano ai cenni della civiltà borghese, allora queste saranno le forze barbare, che non disdegneranno il frutto maturo della potenza industriale moderna, ma lo strapperanno dalle fauci degli sfruttatori, spezzando i loro denti feroci, che mordono ancora. Ben venga dunque, per il socialismo, una nuova e feconda barbarie, come quella che calò per le Alpi e rinnovò l'Europa, e non distrusse ma esaltò il portato dei secoli di sapienza e di arte, custodito nel seno del formidabile impero".

"Si è letto Marx e compulsato a fondo, lo si è citato forse più di noi. Sarebbe stato meglio non leggerlo: vi è anche un modo di leggere i libri che è simile a quello con cui lo scassinatore sfoglia i pacchi di biglietti da mille".

"L'idea che con un'oretta di tempo, la penna e il calamaio qualche buon figliolo si metta a freddo a rediger testi, o anche che lo faccia la cirenea "base" per l'invito di una circolare, o una effimera riunione accademica chiassosa o clandestina, è idea bambocciale. I risultati sono da diffidare e squalificare in partenza. Soprattutto quando una tale disposizione di dettami viene dai maniaci dell'opera e dell'intervento umano sulla storia. Intervengono uomini, dati uomini, o un dato Uomo con la maiuscola? Vecchia questione. La storia la fanno gli uomini, soltanto che sanno assai poco perché la fanno e come la fanno. Ma in genere tutti i "patiti" dell'azione umana, e i dileggiatori di un preteso automatismo fatalista, da una parte sono quelli che accarezzano - nel proprio foro interiore - l'idea di avere nel corpicciuolo quel tale Uomo predestinato, dall'altra sono proprio quelli che nulla hanno capito e nulla possono; nemmeno intendere che la storia non guadagna o perde un decimo di secondo, sia che essi dormano come ghiri, sia che realizzino il sogno generoso di dimenarsi come ossessi. Con gelido cinismo e senza il minimo rimorso ad ogni esemplare superattivista più o meno autoconvinto di serissime funzioni, e ad ogni sinedrio di novatori e pilotatori del domani ripetiamo: "jateve a cuccà!". Siete impotenti anche a caricare la sveglia".

Amadeo Bordiga

 

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